Col Margherita - Passo San Pellegrino
Col Margherita

Introduction

Il Col Margherita Park è la zona più adrenalinica della Ski Area San Pellegrino. Un vero paradiso per gli sciatori esperti che vogliono divertirsi e mettere alla prova le proprie doti tecniche su piste da sci impegnative e un percorso freeride unico nel suo genere in tutto il Dolomiti Superski. Tutti i tracciati sono serviti dalla veloce funivia Col Margherita, con partenza da quota 2514 metri e arrivo al Passo San Pellegrino, nel cuore della ski area

Non perdete la nuova pista La VolatA, una nera ripida e veloce, caratterizzata da un continuo susseguirsi di muri da brivido con pendenze che sfiorano il 50%, per un totale di 2350 m di lunghezza e 600 m di dislivello. Su questa pista si svoleranno le gare di discesa e slalom gigante dei Campionati del Mondo Junior di Sci Alpino FIS #ValdiFassa2019.

Altrettanto belle e panoramiche, ma sicuramente più alla portata di tutti, sono le piste Col Margherita e Le Caviette, entrambe lunghe circa 3 km e perfette per scaldare i muscoli prima di cimentarsi con La VolatA. La prima è fatta di curvoni, larghezze mai costanti, numerosi cambi di pendenza e due tratti molto ripidi, mentre la seconda scende più dolcemente ed è adatta anche ai bambini con un po’ di esperienza sugli sci.

Dal Col Margherita si può sciare anche verso Falcade lunga la pista rossa Col Margherita-Lago Cavia per poi scegliere se risalire con l’omonima seggiovia quadriposto con copertura antivento oppure arrivare fino a Le Buse e tornare in quota con la nuova cabinovia 8 posti.

 TRACCIATO FREERIDE 

Il tracciato freeride si snoda sulla parete nord del Col Margherita, regalando panorami mozzafiato sulla valle del San Pellegrino e le cime dolomitiche circostanti. Unico nel suo genere in tutto il Dolomiti Superski, è dotato di idonea segnaletica, cancello con prova ARVA, personale qualificato in grado di segnalare eventuale rischio valanghe, insufficiente innevamento o scarsa visibilità e un tempestivo servizio di soccorso gestito in collaborazione con la Polizia di Stato e il Soccorso Alpino. Dal Passo San Pellegrino si sale in funivia fino alla cima del Col Margherita per poi lanciarsi in una elettrizzante discesa su neve fresca che tra insidiosi ostacoli, salti, curve paraboliche e passaggi nel bosco riporta nuovamente a valle.

La parte iniziale si caratterizza come un pendio piuttosto ripido e aperto che scende leggermente verso sinistra per poi collegarsi ad un canalone molto ampio. Quasi metà del percorso si trova all’esterno del bosco ed è perciò molto divertente per chi ama i curvoni larghi in neve fresca. Nella seconda parte, invece, dove il pendio si affievolisce e inizia il bosco, non molto fitto, si può scegliere tra svariate soluzioni di discesa. Dislivello totale: 600 m.

Campo Artva

Il Col Margherita Park dispone anche di un campo ARVA attrezzato per la simulazione di uno o più travolti in valanga che possono essere individuati mediante la ricerca con l'ARVA. Si tratta di un'area opportunamente recintata delle dimensioni di circa 100 x 100 m dove sono posizionati a diverse profondità e inclinazioni 6 contenitori contenenti particolari trasmettitori ARVA, che possono essere attivati da una centrale di comando ubicata all'ingresso dell'area.

Il campo di addestramento si trova a circa 2300 metri di quota tra la pista degli Innamorati e quella che scende al Lago Cavia dal Col Margherita. Può essere raggiunto prendendo la funivia Col Margherita che parte dal Passo San Pellegrino e quindi scendendo lungo la pista, oppure salendo con le pelli di foca o le racchette da neve da Passo Valles in circa un'ora.

Attraverso semplici operazioni sulla centrale di comando gli utenti possono attivare uno o più trasmettitori, simulando situazioni realistiche di ricerca con diversi livelli di difficoltà a seconda della preparazione specifica individuale. I trasmettitori sono raccolti in scatole di plastica antiurto ricoperte da un pannello in legno di dimensioni 40x30 cm che al semplice tocco della sonda, inviano il segnale alla centrale di comando che fa attivare automaticamente un segnale acustico ed un lampeggiante che indica il ritrovamento. Una volta ritrovati tutti gli apparecchi attivati, sulla centrale di comando apparirà il tempo di ritrovamento per ogni singolo ARVA (contenitore).

Lo scenario di ricerca rappresenta una situazione sufficientemente realistica in quanto gli utenti non conoscono l'ubicazione dei 6 trasmettitori che inoltre vengono di volta in volta attivati (uno o più) mediante un criterio casuale. ll sistema in automatico è accessibile a tutti ed è indirizzato a chi vuole perfezionare la propria tecnica di ricerca. Oltre alla modalità automatica, la centrale di controllo è dotata di un sistema di controllo manuale-portatile che l’Istruttore esperto può utilizzare in campo, seguendo l’allievo che si esercita attivando o disattivando ogni singolo apparecchio sepolto.

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