Trekking

Camminare a piedi è il modo migliore per scoprire tutti i segreti della montagna. Un’esperienza che al Passo San Pellegrino possono fare grandi e piccoli grazie ad una vasta rete di sentieri adatti sia per semplici passeggiate che per escursioni più lunghe e impegnative.

Numerosi anche i percorsi attrezzati e vie ferrate sulle Creste di Costabella, dove sono presenti notevoli resti di baracche, ponti, scale, gallerie e postazioni risalenti alla Prima Guerra Mondiale. Per chi vuole saperne qualcosa in più, durante l’estate ogni martedì e sabato mattina vengono organizzate escursioni guidate. (Info: Ufficio Perle Alpine di Moena – tel.  0462 565038 )

L’apertura estiva degli impianti di risalita consente di salire in quota più facilmente.

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    Col Margherita - Lago Cavia - Passo San Pellegrino

    Lunghezza percorso
    6,5 Km
    Durata stimata
    3 ore 30 min
    Dislivello
    635 metri
    Difficoltà
    Dalla stazione a monte della funivia che collega il Passo San Pellegrino con il Col Margherita si scende lungo una ampia strada sterrata a tornanti in direzione dell’ampia forcella Pradazzo (2220 m) che si raggiunge in circa 40 minuti; da qui in breve si arriva al Lago di Cavia (2102 m) e alla diga che lo delimita. Dal lago si risale per il sentiero giallo-blu verso la zona delle Caviette, per poi dirigersi verso la stazione a valle della funivia Col Margherita godendo di una bellissima vista panoramica sulle vette circostanti.
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    Costabella - Passo San Pellegrino

    Lunghezza percorso
    6,5 Km
    Durata stimata
    2 ore
    Dislivello
    657 metri
    Difficoltà
    Percorso facile anche per i bambini. Dall’arrivo della seggiovia Costabella si raggiunge la Baita Paradiso, ideale per una piacevole e gustosa sosta, per poi proseguire diritto verso Val Tegnosa e congiungersi dopo circa 40 minuti alla strada che conduce a Fuchiade. Qui, camminando tra bellissimi e caratteristici tabià, si potrà fare agevolmente ritorno al Passo San Pellegrino.
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    Passo San Pellegrino - Valfredda - F.Rossa - Franzedas - F.Negher

    Lunghezza percorso
    20 Km
    Durata stimata
    5-6 ore
    Dislivello
    672 metri
    Difficoltà
    Escursione impegnativa e panoramica. La partenza si trova nei pressi del Rifugio Flora Alpina, accessibile con comoda strada dalla statale che porta dal Passo San Pellegrino a Falcade. Imboccato il sentiero n. 694 si giunge rapidamente in Valfredda, graziosa vallata soleggiata caratterizzata da numerosi tabià ristrutturati e da ottimo panorama sul gruppo del Focobon.
    Il sentiero sale dapprima dolcemente mantenendosi in costa, per poi inerpicarsi fino a raggiungere dopo circa 1 ora la forcella Forca Rossa (2490 m), chiamata così per il colh rosso della terra che la costituisce.
    Dalla forcella si discende rapidamente verso la sottostante valle di Franzedas fino a raggiungere un gruppo di malghe (Forca Rossa – Franzedas: 50 min). Da Franzedas occorre deviare ed imboccare un sentiero che conduce in 15 min al segnavia n. 684; l’ascesa alla forcella Ghegaris (2030 m) è impegnativa a causa del ripido ghiaione. Dalla forcella si arriva alla forcella di Franzei e prendendo il sentiero n. 687 si giunge al grazioso Lach dei Negher e da qui alla Forcella dei Negher (2286 m).
    Si rientra per l’itinerario di salita.
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    Cima Bocche, sulle tracce della Grande Guerra

    Lunghezza percorso
    12 Km
    Durata stimata
    6 ore
    Dislivello
    826 metri
    Difficoltà
    A spasso tra la storia. Durante la Grande Guerra, Cima Bocche fu un ‘punto cardine’ della difesa austriaca della Valle di San Pellegrino e il terribile ‘campo di battaglia’ è davvero ben conservato: le caverne, le trincee e i baraccamenti presentano ancora oggi il loro aspetto originario.Dal Passo ci s’incammina lungo il sentiero segnavia n. 628, sul quale si procede sempre più in salita, verso ovest, sotto le coste del Col Margherita e di Cima Juribrutto. Giunti a quota 2267 (bivio per il Col de le Palùe) si gira a sinistra e procedendo lungo lo stesso segnavia, dal quale inizia a scorgersi Cima Bocche, si sale alla Forcella di Juribrutto.Da qui, seguendo il sentiero n. 626 (che sale dalla malga e dal lago Bocche), si scende leggermente verso una conca sassosa, quindi, tenendosi sulla destra, si prende a risalire lungo la sassaia che taglia il fianco orientale del vallone roccioso.Dopo una quarantina di minuti si raggiunge la lunga cresta sud-est di Bocche, accanto ad un alto ometto di pietra, a quota 2550 m. La salita continua ancora verso nord sempre lungo il segnavia n. 626 e in breve si giunge a Cima Bocche (2745 m).
    Si rientra per l’itinerario di salita.
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    Alta Via Bruno Federspiel - Ferrata Monzoni

    Lunghezza percorso
    13,7 Km
    Durata stimata
    5-7 ore
    Dislivello
    1091 metri
    Difficoltà
    Sentiero attrezzato che riesce ad unire perfettamente splendidi panorami ed interessanti spunti storici riguardanti la Grande Guerra. Escursione impegnativa in quota che parte dai circa 1800 m del Passo San Pellegrino e raggiunge i 2300-2500 dell’ intero percorso.Dall’arrivo della stazione a monte della seggiovia Costabella si raggiunge il rifugio Passo delle Selle seguendo il sentiero n. 616 lungo le tracce lasciate dalla Prima Guerra Mondiale. Si prosegue quindi su un tratto attrezzato fino alla forcella Ricoletta (circa 2,5 h dal Passo delle Selle). Da qui si può scendere verso località Fango con il sentiero n.616/b che si trova a circa 4,5 km dal Passo San Pellegrino (1,5 h) oppure proseguire fino a Cima Malinverno e F.lla della Costella (1,5 h da F.lla Ricoletta) per scendere a località Ronchi con il sentiero n. 624 e proseguire per il paese di Moena. Come variante è possibile anche scendere da F.lla Costella verso il Rifugio Valacia (2275 m) attraverso il sentiero 616/624 e rientrare al Passo delle Selle passando per il Rif. Taramelli (2040 m) con il sentiero n. 603/604 (3,5 h). Si consiglia il cordino di sicurezza (imbracatura-casco) e di organizzare eventualmente i trasporti.
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    Alta Via Mariotta-Cima Juribrutto

    Lunghezza percorso
    20 Km
    Durata stimata
    4-6 ore opzione 1 | 5-7 ore opzione 2
    Dislivello
    1000 metri
    Difficoltà
    Itinerario molto panoramico e ben segnalato.
    Opzione 1
    Dal Passo di San Pellegrino si imbocca la mulattiera con segnavia n. 628 che, passando vicino all’omonima malga, si inoltra pianeggiante nei boschi ai piedi del versante settentrionale del Col Margherita. In breve si esce dal bosco e si prosegue in leggera salita su ampi pascoli in direzione della sella sottostante al Col Palui che si raggiunge in poco più di un’ora.
    Il sentiero ora si fa più stretto e attraversa un ripido pendio ai piedi della parete della Cima Juribrutto fino ad incontrare in terreno più aperto un sentiero che sale dalla Valle di San Pellegrino (2308 m). In breve, attraversando un caratteristico circo cosparso di massi scuri, si giunge alla Forcella Juribrutto (2375 m – 1h 50), dove sorge un utile ricovero di fortuna. Appaiono a sud le Pale di San Martino.Dalla Forcella si prende il sentiero dell’Alta Via della Mariotta seguendo le indicazioni per Col Margherita. La traccia, poco marcata ma ben segnalata, sale lungo il poco inclinato versante meridionale della Cima Juribrutto e porta in breve a un bivio (2470 m – 2h 15) da cui è possibile salire in breve fino alla sommità della Cima Juribrutto attraversando numerosi resti di reticolati e baraccamenti della Prima Guerra Mondiale.Ritornati al bivio si riprende la traversata a saliscendi in mezzo a grandi lastroni che rendono un po’ faticoso il cammino giungendo nei pressi dei resti di un villaggio di baracche sempre risalenti alla Grande Guerra (2517 m) da cui si prosegue verso il Col Margherita. Dopo un tratto su terreno più ripido (sorgente) si arriva a una forcelletta sulla cresta principale (2525 m) da cui parte un ripido sentiero che permette di salire alla Cima Juribrutto da questo versante (volendo è possibile abbreviare la traversata scendendo dalla cima direttamente a questo bivio). In breve si giunge all’ampia Forcella Vallazza (2521 m – 4h) da cui si prosegue lungamente a saliscendi sull’ampio e panoramicissimo crestone erboso passando varie cime fino a che all’improvviso appare il cubo della stazione superih della funivia del Col Margherita (2521 m) appena qualche metro sotto all’omonima cima (2550 m – 5h).
    Da qui esistono varie possibilità: è possibile scendere al Passo con la funivia oppure per la traccia che corre sulla ripida pista da sci.Opzione 2
    Si parte dalla funivia Col Margherita che in alcuni minuti porta a quota 2550 m. Da qui si imbocca il sentiero che segue la cresta in direzione ovest contrassegnato Alta Via Mariotta.
    Prima di incamminarsi, però, merita uno sguardo al paesaggio circostante dai due balconi panoramici attrezzati con panchine e pannelli informativi sulle vette circostanti e la loro descrizione geologica. Superato un breve risalto roccioso, la montagna precipita sulla destra verso la Valle di San Pellegrino, mentre degrada a sinistra in una landa pietrosa verso il Passo Valles (Laste di Pradazzo). L’intero territorio è composto da porfido quarzifero, una roccia vulcanica utilizzata per la pavimentazione stradale.
    Senza significative variazioni di quota si percorre la cresta che appare fittamente costellata dei resti di numerose trincee ed avamposti che durante la guerra ospitavano le truppe italiane sul fronte di Bocche.L’itinerario prosegue verso cima Juribrutto (2697 m), che si raggiunge in circa 2 ore. Tutt’intorno trincee e resti di postazioni militari.
    Si rientra a Passo San Pellegrino prendendo in discesa il sentiero n. 628 che dirige in direzione nord verso la Val de Sèn Pelegrin. Si costeggia la buia parete del Gereburt e si risale per uno stretto sentiero per arrivare al Pas de l’Ors (2267 m) dal quale si scende nell’omonima conca tra piccoli larici. A destra la cresta percorsa nel tratto precedente dell’escursione. Si continua a scendere tra radi boschi e rigogliosi rododendri in direzione del Pas de Sèn Pelegrin. Sulla sinistra si intravede lo splendido lago. Si arriva quindi al Passo San Pellegrino per un ampio prato.E’ possibile fare il percorso al contrario prendendo il sentiero n. 628 dal Passo San Pellegrino nei pressi della Malga San Pellegrino e poi usare la Funivia per scendere dal Col Margherita.
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    Alta Via Bepi Zac

    Lunghezza percorso
    13 Km
    Durata stimata
    4-6 ore
    Dislivello
    730 metri
    Difficoltà
    Stupenda e panoramica traversata di interesse storico, attrezzata con corde fisse e scale di legno , che percorre i vecchi camminamenti austriaci della Prima Guerra Mondiale. Strada facendo si passa
    per gallerie, scale e passatoie in legno, postazioni per mitragliere: un vero e proprio museo
    storico all’aperto. Notevoli poi gli spunti di interesse paesaggistico con una vista a 360° su tutti i gruppi dolomitici della val di Fassa: il Latemar il Catinaccio il Sasso Piatto il Sella la Marmolada e i Monzoni e storico.Dal Passo San Pellegrino si sale fino allo Chalet Cima Uomo (2030 m), dove si lascia l’auto. Ci si incammina verso la baita Paradiso (2130 m) e poi verso il Rifugio Passo Selle (2510 m), a cui si arriva
    in circa 1h e 15 min. Si procede quindi lungo il sentiero n. 637 che subito sale ripido verso nord alla cima del Piccolo Lastei (2697 m). Dopo un’insellatura si passa per una bassa galleria a gradini e con diversi saliscendi per le numerose rovine di guerra e le caverne scavate nella roccia fino al Gran Lastei (2716 m) e successivamente, dopo aver superato una paretina grazie a 2 pioli e funi metalliche,
    alla Cima della Campagnaccia (2737 m).Dopo una breve discesa, una scala in legno e una galleria molto bassa conducono ad una forcella (ultima via per tornare al P.sso San Pellegrino). Si traversa su placche esposte (punto più impegnativo della ferrata) e in leggera discesa si arriva ai piedi del Sass De Costabella (osservatorio italiano). Con un canalino facile e attrezzato si risale e con una passerella di legno sopra uno strapiombo si entra nell’osservatorio. Per il ritorno si scende alla forcella Ciadin (2664 m), da dove con il sentiero n. 637 si rientra alla stazione a monte della seggiovia Costabella. Da qui si può scendere utilizzando l’impianto o per sentiero e prati poi, arrivando nuovamente al parcheggio dello Chalet Cima Uomo.La maggior parte del percorso è un normale sentiero d’alta quota; solo nei passaggi più esposti o delicati il cavo metallico permette di procedere in sicurezza